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L'Inquinamento

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La ricerca e la trasformazione delle fonti di energia sono assolutamente necessari per alimentare la nostra civiltà tecnologica, ma costituiscono notevoli fonti di inquinamento e provocano squilibri nell’ambiente naturale. Questo è uno dei più grandi problemi che l’uomo di oggi deve affrontare .
È da ricordare che l’85% dell’energia prodotta è ottenuta bruciando combustibili fossili: soprattutto petrolio e carbone.

Inquinamento

 
Con il termine inquinamento si indica l’introduzione nell’ambiente di sostanze chimiche o biologiche che alterano l’equilibrio di un ecosistema e mettono in pericolo la salute dell’uomo. Queste sostanze possono essere: solide, liquide o gassose e perciò si è soliti distinguere tra inquinamento dell’atmosfera, delle acque e del suolo.                                                

Inquinamento atmosferico

La manifestazione più evidente dell’inquinamento atmosferico è lo smog: una nebbia carica di sostanze nocive generate dalla combustione di petrolio, carbone e gas naturale prodotta dalle fabbriche, dagli impianti di riscaldamento delle case e delle automobili. I danni alla salute della popolazione sono molti e gravi: asma, bronchiti e in particolare tumori, attribuibili alle ripercussioni sul nostro organismo degli agenti chimici presenti nell’aria.

inquinamento nella pianura padana Smog nella pianura Padana

 

La combustione ha conseguenze gravissime sull’intero pianeta: i gas immessi nell’atmosfera si combinano con il vapore acqueo presente nell’aria e si trasformano in acido solforico e nitrico; il tutto ricade al suolo insieme alla pioggia, facendo verificare il fenomeno delle piogge acide.

Piogge acide

È una ricaduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni acide. Queste particelle tendono a depositarsi al suolo mediante la deposizione umida come la pioggia, la neve o la nebbia.
I componenti acidi nelle piogge sono gli ossidi di zolfo e gli ossidi di azoto. La loro presenza nell’atmosfera è naturale, ma le attività dell’uomo ne hanno aumentato la quantità, dando luogo quindi a una ricaduta al suolo.
La ricaduta delle particelle può avvenire in due modi:

•    Ricaduta “umida”: (piogge, neve,ecc).
•    Ricaduta “secca”: (deposizione al suolo).
 

schema pioggie acide

Nella ricaduta “secca” la forma acida tende a formarsi solo dopo la deposizione sulla terra. Quando invece la ricaduta si presenta in modo “umido” si formano gli acidi prima ancora che l’acqua si depositi sul terreno.


Questa acidificazione delle precipitazioni provoca diversi danni:

•    Alla nostra salute: Sia direttamente per inalazione, sia indirettamente con l’ingerimento di cibi tossici. Il rischio è quello di patologie respiratorie, soprattutto tumori ai polmoni, e circolatorie.
•    Alla vegetazione: l’acidificazione viene assorbita dalle piante sia con lo scambio gassoso delle foglie, sia con i cambiamenti di composizione organica del terreno, facendo ridurre la crescita delle piante e le capacità nutritive.
•    Ai materiali da costruzione: le piogge provocano un effetto corrosivo ai ponti, edifici, monumenti e altro. Persino il cemento armato può essere attaccato e degradato dall’acido solforico.
•    Alla visibilità: che viene peggiorata a causa dell’assorbimento e della riflessione della luce dovuta alla presenza dei gas e delle particelle nell’aria.
 
L’inquinamento atmosferico, inoltre, è causa di due fenomeni della cui gravità si è preso atto solo recentemente: il buco nell’ozono e l’effetto serra.

Il buco nell'OZONO

Nell’alta atmosfera,fra i 15 e i 40Km di altezza, c’è una grande concentrazione di ozono, un gas che si forma naturalmente a quelle quote per effetto della radiazione solare.
Questo strato di ozono ha l’importante funzione di filtro dalle radiazioni ultraviolette (UV) provenienti dal sole e che sono nocive per tutti gli organismi viventi, piante ed animali (incluso l’uomo).
Una diminuzione dello strato di ozono stratosferico causa un aumento delle radiazioni UV che raggiungono la superficie della terra con gravi rischi per l’uomo quali l’aumento del cancro della pelle e della cataratta e alterazioni del sistema immunitario.
L’aumento della radiazione UV ha anche effetti sugli ecosistemi, ad esempio la riduzione della produzione in agricoltura e la distruzione del plancton marino, che è un anello fondamentale per la catena alimentare negli oceani. Senza questo importante filtro, costituito da ozono stratosferico, la vita sulla terra non sarebbe possibile.
Il primo luogo dove è stata trovata una grande diminuzione dello strato di ozono stratosferico (il cosiddetto “buco”)è l’Antartide la regione più remota e fredda del pianeta.
Nel 1985 alcuni scienziati inglesi vi effettuarono delle ricerche e scoprirono che durante la primavera il livello di ozono stratosferico era diminuito di quasi il 50% rispetto ai decenni precedenti. Questo grande calo dei livelli di ozono stratosferico fu poi collegato alle emissioni nell’atmosfera di composti gassosi conosciuti sotto il nome di clorofluorocarburi (CFC).
I CFC emessi dalle industrie raggiungono la stratosfera e qui reagiscono con le molecole di ozono causandone la distruzione. Il “buco dell’ozono” è quindi un problema causato in epoca molto recente totalmente dall’uomo. Il problema dell’assottigliamento dello strato di ozono non riguarda però solo l’Antartide, ma anche le aree densamente popolate,come ad esempio l’Europa,dove si è verificata negli ultimi decenni una diminuzione dello strato di ozono che, anche se non così estrema come sull’Antartide, è comunque molto preoccupante.


il buco nell'ozono

Un accordo internazionale, firmato nel 1987, noto come protocollo di Montreal, potrebbe contribuire, se rispettato, ad arrestare la produzione di CFC e permettere l’autoriparazione dell’ozono. I risultati ottenuti fino ad ora sono incoraggianti:le emissioni sono calate dell’87% e si prevede che il buco possa richiudersi, anche se manca ancora molto tempo, intorno al 2040.

 

I CLOROFLUOROCARBURI

Le prime avvisaglie dell’assottigliamento della fascia di ozono risalgono al 1974. Fino ad allora i CFC erano stati considerati prodotti chimici perfetti. Erano inodori, non erano tossici né infiammabili, e chimicamente erano inerti. Per queste loro qualità “affidabilità” vennero a lungo impiegati nei frigoriferi, nei condizionatori d’aria, nei solventi, nelle plastiche espanse, nel settore cosmetico come propellenti nelle bombolette spray.
I CFC sono dei gas talmente “stabili” che possono rimanere in sospensione anche più di cento anni prima di raggiungere la stratosfera dove iniziano a distruggere le molecole di ozono che proteggono la terra dalle radiazioni solari.

EFFETTO SERRA

Da milioni di anni la terra è costantemente irraggiata dalle radiazioni elettromagnetiche provenienti dal sole che scaldano il nostro pianeta e danno origine alla vita. Quello che noi chiamiamo “effetto serra” è in realtà un fenomeno naturale da sempre presente sulla terra. Senza l’effetto serra la temperatura della terra sarebbe di 30 gradi più fredda, ovvero oscillerebbe intorno ai -18 °C.
I principali gas serra sono l’anidride carbonica, il metano e il vapore acqueo. Il problema è causato dall’eccessiva presenza di questi gas nell’atmosfera tale da causare l’aumento della temperatura terrestre. Questi gas svolgono due importanti funzioni:
•    Filtrano le radiazioni provenienti dal sole, evitando di far arrivare fino alla superficie terrestre quelle più nocive per l’uomo.
•    Ostacolano l’uscita delle radiazioni infrarosse. I raggi solari rimbalzano sul suolo terrestre dirigendosi nuovamente verso l’alto. I gas serra presenti nell’atmosfera impediscono la loro completa dispersione nello spazio, facendoli cadere di nuovo verso il basso, come una gigantesca serra.

radiazioni effetto serra

L’80% delle emissioni di anidride carbonica proviene dalla combustione del petrolio, del metano e del carbone. Un inquinamento cresciuto con l’industrializzazione dell’uomo. Nel novecento, il livello di CO2 in atmosfera è aumentato del 40% rispetto al secolo precedente come conseguenza dello sviluppo dei trasporti (in particolare l’invenzione dell’automobile come bene di massa).
La CO2 ha una durata media nell’atmosfera di 100 anni. Se pure smettessimo oggi di produrre emissioni di CO2 non riusciremmo comunque a ridurre in breve tempo la presenza di anidride carbonica nell’atmosfera. Le reazioni dell’ambiente sono discontinue e non mostrano immediatamente i loro effetti.
Si accentuano i fenomeni meteo estremi come gli uragani, le tempeste e le inondazioni. Nessuno però può dire quali siano le vere conseguenze a livello mondiale.
L’uomo ha individuato molte soluzioni efficaci per diminuire l’effetto serra.
La più semplice consiste nel consumare meno carbone, petrolio e benzina. Ciò significa che dobbiamo scaldare un po’ di meno le nostre case, usare un po’ di meno le nostre macchine, far lavorare un po’ di meno le industrie e così via. Quindi vuol dire rinunciare a un po’ del nostro benessere e delle nostre comodità. Nonostante tutti gli appelli, nessun governo al mondo è stato capace di prendere delle iniziative serie e decisive.
Un’altra soluzione è nello sviluppo tecnologico. Infatti si stanno studiando fonti alternative di energia rispetto al petrolio (fusione nucleare, geotermica,energia eolica ecc).
Fino ad oggi però, tutti i miglioramenti tecnologici hanno prodotto risultati trascurabili perché, è vero che un’automobile oggi è meno inquinante di ieri, ma poiché il loro numero è aumentato di molto, il risultato finale è che l’inquinamento aumenta. La soluzione richiede quindi scelte e decisioni politiche coraggiose, ma anche impopolari.

Inquinamento delle acque

L’acqua è tra le più importanti delle nostre risorse. Un uomo può sopravvivere senza cibo per settimane, ma senz’acqua morirebbe in pochi giorni.
Ogni giorno nell’intero pianeta, abbiamo bisogno di milioni di litri d’acqua per lavare, irrigare i campi, per raffreddare nei processi industriali, senza parlare di attività ricreative come piscine e centri per sport acquatici. Nonostante la nostra dipendenza dall’acqua, usiamo i bacini (fiumi,laghi,mari) come scarichi per ogni sorta di rifiuti e facciamo davvero poco per proteggere le nostre riserve.
Se si pensa che il 97% delle acque del nostro pianeta sono negli oceani e solo il 3%  è utilizzabile dall’uomo, ci si rende conto del danno irreparabile causato dall’inquinamento delle acque e della necessità di porvi rimedio.

CAUSE

Ci sono molte minacce alle nostre riserve idriche. Il petrolio riversato in mare uccide migliaia di uccelli marini e può rovinare sia gli impianti per la desalinizzazione che gli impianti industriali che utilizzano acqua proveniente da coste inquinate.
Le  sostanze inquinanti possono rimanere negli oceani per tempi misurabili in anni o addirittura in centinaia di milioni di anni e sono:
•    Sostanze organiche provenienti dagli scarichi fognari. Composti del fosforo e del petrolio, contenuti in alcuni prodotti tra cui i fertilizzanti.
•    Sostanze chimiche usate in agricoltura (diserbanti e pesticidi) che finiscono nelle acque. 

scarico inquinante Uno scarico inquinante

 

Effetti sull’aspetto dell’acqua:

1.    Torbidità, causata da sostanze solide sospese in superficie, che solitamente determinano il colore dell'acqua. Gli effetti di queste sostanze consistono nella modificazione delle proprietà organolettiche e nella riduzione di quantità di luce solare che penetra nell'acqua e quindi ritarda la fotosintesi e la produzione di ossigeno.
2.    Presenza di oli minerali, vegetali e di grassi, causata dalla produzione, distribuzione e dall'uso di prodotti petroliferi, che possono considerarsi dannosi quando derivano dalla distillazione di carbone o da oli vegetali e animali. Basta una bassa concentrazione di olio minerale per formare film iridescenti che riducono sia la velocità con la quale l'acqua assorbe ossigeno dall'aria sia anche la percentuale di penetrazione della luce.
3.    Accumulo o persistenza di schiuma, causato dall'introduzione di vari contaminanti ed in particolare dall'azione di tensioattivi anionici. 
4.    Accumulo di rifiuti, scorie superficiali visibili.
Il rimedio fondamentale è operare una corretta depurazione delle acque di scarico e un   maggiore  controllo nel trasporto degli idrocarburi via mare.  

Inquinamento del suolo    

Il suolo è un elemento importantissimo.

Esso permette la vita di: animali ,vegetali e dell’uomo. Il suolo per l’uomo è una cosa fondamentale perché è  fonte di nutrimento e di materia prima.
Esso regola il ciclo e la qualità delle acque, contiene impronte dell’evoluzione  terrestre, di animali e uomini e deve essere preso in considerazione anche per la sua importanza scientifica e culturale e perché è una risorsa che si distrugge facilmente.

Il suolo è uno  strato sottile che ricopre la superficie  della terra.

Esso si forma attraverso vari e lunghi processi,  ma la sua distruzione è rapida. Le industrie sfruttano il  suolo sia per agricoltura, sia ai fini industriali. Le scelte dell’utilizzo del suolo sono guidate dalle  scelte economiche  e sociali .I  territori di periferia potrebbero essere usati come distese verdi, zone di bosco, settori di protezione contro valanghe, oppure  come riserve d’acqua. Gli  agricoltori e i forestali devono applicare nuovi metodi per fare notare le qualità del suolo. La meccanizzazione e i metodi  moderni aumentano i rendimenti ma spesso il loro uso ha effetti negativi, infatti  le sostanze organiche diminuiscono. Il suolo deve  essere protetto dall’erosione, infatti  essendo esposto agli agenti atmosferici, è eroso dall’acqua, dal vento, dalla neve e dal ghiaccio. Le attività praticate dall’uomo, se condotte senza precauzioni, diminuiscono la resistenza all’erosione. Si devono prendere misure particolari per le zone soggette a inondazioni e valanghe.

Il suolo deve essere protetto anche dall’ inquinamento.

Ecco le principali cause:
•    Accumulo di rifiuti solidi, contenenti materiali non biodegradabili (plastica, lattine, ecc);
•    uso di pesticidi, diserbanti e concimi chimici in agricoltura-seppellimento di rifiuti tossici e radioattivi nel terreno;
•    inquinamento dell'aria e dell'acqua, in quanto spesso le sostanze inquinanti si depositano nel terreno.

I possibili rimedi sono molti. Ad esempio

•    raccolta differenziata dei rifiuti;
•     riciclaggio dei materiali;
•    limitare l’uso di prodotti chimici in agricoltura ed usare solo concimi biologici;
•    leggi più severe per lo smaltimento dei rifiuti nocivi e tossici;
•    contrastare l'inquinamento dell'aria e dell'acqua.

Credo che la misura più importante che si possa e che si debba intraprendere oggi è di “educazione”: è necessario,cioè, promuovere tra la gente la consapevolezza che il nostro pianeta sta andando incontro a dei cambiamenti climatici che possono essere molto pericolosi e che per evitarli è necessario cambiare il nostro stile di vita. Ciò vale sia per proteggere la nostra esistenza, sia per rendere possibile quella delle generazioni future.
 

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