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Le miniere e l'Oro

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Il nostro intento è, (tra le altre cose), anche quello di far conoscere quanto più possibile, ciò che il nostro pianeta ci offre in termini di bellezze naturali o create dall’uomo, luoghi e/o territori, testimonianze di culture e tradizioni,che abbiamo il dovere di custodire e mantenere al meglio, per riconsegnarle poi,possibilmente in buono stato,alle generazioni che verranno.

In questa sezione vogliamo parlarvi, in particolare, delle ricchezze minerarie del nostro pianeta e più precisamente, delle miniere d’oro.

 

Ma come nasce una miniera e perché.

Forse non tutti sono a conoscenza che, l’industria mineraria,  è una delle più antiche attività umane, infatti già dall'antichità, l'uomo sfruttava alcuni materiali e particolari tipi di roccia per la fabbricazione di utensili, armi e attrezzi primitivi,necessari alla sopravvivenza.

Inizialmente, si estraevano i minerali da piccole buche scavate nel terreno, poi man mano che si esaurivano i giacimenti in superficie, si cominciò a scavare sempre più in profondità e scava oggi, scava domani,quelle che erano piccole buche,si trasformarono in vere e proprie miniere sotterranee.

 

Ma quanto sono utili le miniere?

Se pensate che, molte attività primarie , non potrebbero essere praticate senza gli attrezzi e i macchinari, realizzati proprio con i prodotti estratti dalle miniere, ecco che già si è data una risposta esauriente alla domanda. Ma non solo,dai minerali deriva tutto ciò che è indispensabile per la nostra vita quotidiana: dalle abitazioni al riscaldamento, da alcuni medicinali agli indumenti, dal computer alle automobili.

Ci sono però, molti risvolti negativi.

Per estrarre piccole quantità di prodotto, vengono sbancate grandi masse di terreno con conseguenze dannose sull’ambiente. Inoltre ci sono poi, problemi dovuti agli scarti derivanti dall’estrazione e dalla lavorazione dei minerali stessi.

Infine, va sottolineato il fatto che le miniere, sono considerate un rischio non da poco, per la salute  e la sicurezza di chi ci lavora.

L'estrazione di minerali viene considerata sì indispensabile ma, anche una delle maggiori cause del degrado ambientale, tuttavia  ultimamente si cerca di ovviare recuperando la zona sfruttata, una volta terminata l'attività estrattiva e tutti gli studi sull'argomento, sono volti alla progettazione di metodi e tecniche tali, da rendere minimo l'impatto sull'ambiente.

Per esempio,le cave una volta esaurite, vengono convertite in discariche per i rifiuti urbani.

 

Ma cosa si estrae dalle miniere?

Senz’altro una grande varietà di materiali: ferro, titanio, nichel, cobalto,vanadio e cromo.

Metalli base come rame, piombo, stagno e zinco.

Metalli leggeri come magnesio e alluminio.

Metalli radioattivi o combustibili nucleari: uranio,torio e radio.

Metalli speciali: litio, germanio, arsenico e gallio.

Metalli preziosi: oro,argento e platino.

Pietre preziose  come diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri.

Minerali industriali: quarzo, salgemma, carbonato di potassio, talco amianto zolfo e fosfati.

Materiale da costruzione: sabbia, pietra, granito, travertino, marmo.

Molti combustibili fossili come: lignite, torba,petrolio, carbon fossile.

Ovviamente, questo è solo un elenco dei materiali più conosciuti, fra i tantissimi che vengono estratti dalle miniere.

 

 

Le miniere d’oro

 

In Italia esisteva una zona aurifera attorno al Monte Rosa con miniere sfruttate dall’uomo, ora però le miniere italiane, sono tutte chiuse. L’ultima a cessare è stata quella di Pestarena, nel 1961.

Vi si può trovare ancora sia oro primario, imprigionato nella roccia madre, sia secondario, cioè alluvionale, ma la situazione ambientale e le difficoltà di estrazione rendono ormai improduttiva un’eventuale ripresa delle coltivazioni.

Allo stato puro l’oro è  un metallo molto tenero, da solo non può essere impiegato nella fabbricazione di gioielli perché non ne verrebbe garantita la durata,quindi si cerca di renderlo più duro legandolo con rame e con argento: la quantità d’oro contenuta in una lega si esprime in carati (l’oro puro corrisponde a 24carati).

Inoltre è incorruttibile, (non arrugginisce), eterno, inalterabile, omogeneo e facilmente trasportabile.
L’oro viene estratto nelle miniere di ogni continente, fatta eccezione per l’Antartide, dove l’estrazione è proibita. Gli impianti estrattivi sono delle più diverse dimensioni e trattano da piccole quantità a enormi volumi di materiale. Secondo cifre recenti, nel mondo sono attive circa 425 miniere d’oro.

L’oro riciclato (oro vecchio o scarti) assicura che vi sia un’offerta facile da negoziare in caso di necessità, e questo aiuta a stabilizzare il prezzo dell’oro. Il valore dell’oro risiede nel fatto che un suo recupero dalla maggior parte dei suoi utilizzi è economicamente sostenibile, essendo possibile fonderlo e raffinarlo nuovamente, per poi riutilizzarlo.

 

Proprietà di estrazione

La scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti d’oro è strettamente legata alla storia dell’uomo, che spesso ha addirittura scatenato delle guerre, oppure è stato spinto alla scoperta di nuove terre.
L'oro è presente ovunque, (spesso mescolato ad altri minerali diversi) in qualsiasi terreno, nei fiumi e nell’acqua del mare, però il tasso di concentrazione è davvero bassissimo.

 

Lavorazione

 

Levigazione: il materiale greggio è frantumato e sottoposto a fortissimi getti d'acqua in speciali recipienti, al fine di separarlo dagli altri minerali;

cianurazione (messa a punto nel 1887) : il minerale viene trattato con un cianuro alcalino, si formano sali complessi e da questi viene estratto l'oro;

amalgamazione: il minerale viene macinato finemente e trattato con mercurio, che forma un amalgama con loro, trattenendolo, mentre il resto del minerale rimane inalterato, distillando in un secondo momento l'amalgama si ottiene l'oro;

affinazione; il minerale viene trattato con sostanze come l'acido solforico, l'acido nitrico o il cloro, che separano l'oro dal resto del materiale.

Buona parte dell'origine di tutti questi processi va cercata nella civiltà egizia di 3000 anni fa.


 

ORO

 

L’oro è sempre stato considerato il metallo più prezioso.

E’ infatti l’unico metallo giallo e fin dai tempi più antichi veniva quindi connesso al culto solare. Già nell’età del Bronzo esisteva un intenso commercio di oro e gioielli, particolarmente sulle rotte mediterranee provenienti dalle regioni orientali. Gioielli eseguiti nelle più complesse tecniche di oreficeria - filigrana e granulazione - di provenienza prevalentemente medio-orientale venivano esportati in tutto il mondo conosciuto, in particolare dai Fenici.

Solo dopo l’invenzione del metodo di purificazione dell’oro e con l’avvento della monetazione, vengono usate leghe standard, cioè di composizione regolare. L’oro raffinato venne in origine impiegato soprattutto per la monetazione, per garantire un valore fisso. Le più antiche monete d’oro sono quelle del re Creso (VII sec. a.C) e provengono da Sardi in Asia Minore. Il processo di purificazione si diffuse gradatamente, ma in modo relativamente veloce in tutto il Mediterraneo, prendendo il posto dell’oro naturale non allegato e le leghe per gioielleria acquisirono così anch’esse composizioni regolari. La lega più comune divenne quella contenente circa 10 % di argento e fu usata anche in periodo romano.

Più tardi, l’oro venne allegato con argento e rame in percentuali variabili.

Solo intorno al 1700 si è scoperto il primo reagente dell'oro, una miscela di acido cloridrico e acido nitrico che poteva discioglierlo. Ma il suo mito non venne minimamente destabilizzato, anzi quasi a sottolineare la sua eccezionalità, al reagente venne attribuito il nome di "acqua regia".
L'oro è anche un buon conduttore di calore e di elettricità: viene fuso alla temperatura di 1.064°C. La sua densità (peso specifico) è di 19,3 gr/cm3 e solo i metalli del gruppo del platino sono più pesanti dell'oro.

Altre qualità chimiche dell'oro lo rendono invece simile a osmio, iridio e platino, i quali, insieme a rutenio, radio e palladio, vengono definiti "nobili" per la loro inerzia chimica, che li rende inossidabili. Il più importante dal punto di vista economico è il platino (30 volte più raro dell'oro).

 

 

Oro giallo:

argento e rame

Giallo pallido:

poco rame molto argento

Oro rosa:

molto rame poco argento

Oro rosso:

rame

Oro bianco:

palladio

Oro verde:

argento

Oro lilla:

alluminio

Oro blu:

cobalto

 

 

Le leghe sono diverse sia in funzione dei metalli che vengono associati all'oro sia in funzione della quantità d'oro impiegato; il rapporto tra la quantità di oro e quella di altri metalli presenti nella lega si chiama titolo. Il titolo è espresso in millesimi ed è la quantità d'oro presente nella lega (unione con altri metalli) di cui è composto il gioiello in millesimi per grammo. Più il titolo è alto e più il gioiello ha valore.
Il carato è un'unità di misura che corrisponde a 41.6 millesimi di grammo di oro nella lega. Ad esempio l'oro italiano che è praticamente sempre a 18 carati equivale alla presenza di 750 parti di oro contro 250 parti di altro metallo nelle 1000 parti della lega di cui è fatto il monile: appunto a 18 carati. In molti paesi si usa una caratura più leggera: si va dai 9 carati dei paesi poveri ai 14 di paesi come la Francia e l'Inghilterra. Ciò significa che un gioiello ha meno oro e, quindi, costa meno.

Per avere un quadro più chiaro, riportiamo la seguente tabella:

 

 8 carati = 333 millesimi di grammo
12 carati = 500 millesimi di grammo
14 carati = 585 millesimi di grammo
18 carati = 750 millesimi di grammo
22 carati = 916 millesimi di grammo
24 carati = 999 millesimi di grammo

Il più usato è quello di 18 carati. Ma sui lingotti conservati nelle banche si trova anche il titolo 999. La legge impone che su ogni manufatto d'oro il produttore apponga uno speciale punzone con il titolo della lega, della cui veridicità è completamente responsabile. I punzoni che, in Italia, obbligatoriamente devono apparire su ogni oggetto in oro sono: il titolo e il marchio di identificazione del fabbricante.

 

Curiosità
Perché l’oro usato vale meno del prezzo della giornata?
Perché il prezzo della giornata si riferisce all’oro puro,  che ha come titolo 999 millesimi, mentre gli oggetti che si trovano in commercio sono legati a 750 millesimi.
Inoltre gli oggetti nel tempo perdono un po’ d’oro puro, quindi da 750 millesimi si può scendere anche a 740/730 millesimi.
E comunque va valutata sempre la quantità d'oro che effettivamente stiamo acquistando, non la lavorazione, che ha un valore a parte.

Alcuni tratti presi da: http://www.homolaicus.com/storia/oro/chimica_fisica.htm

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