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Parco Gran Sasso/Laga: accertata presenza della Martora

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Parco Gran Sasso/Laga: accertata presenza della Martora

 

Grazie ad una ricerca scientifica finanziata dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e svolta in collaborazione con l'Università degli Studi di Perugia, è stata accertata nell’area protetta la presenza della Martora (Martes martes).

La martora è un piccolo carnivoro, appartenente alla famiglia dei mustelidi, tanto raro e disperso nella penisola, quanto abbondante e diffusa è la Faina (Martes foina), sua “specie gemella”.

La somiglianza tra le due specie è uno dei problemi principali che si pongono alla ricerca scientifica sul campo, tuttavia, presso il Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Ateneo perugino, il gruppo di lavoro di Zoologia Ambientale ha messo a punto procedure genetiche e morfologiche specifiche per riconoscere la martora dalla faina, sia “post mortem” che in vita.

Nel Parco la presenza della Martora è stata accertata grazie a tracce rinvenute nell’area del lago di Campotosto e nel comprensorio della Laga.

Dei cinque campioni selezionati ed esaminati allo scopo, infatti, due sono stati raccolti sul Monte Mozzano (comuni di Capitignano e Pizzoli), due nel Bosco della Martese (Rocca Santa Maria) e uno presso il Colle della Pietra (Crognaleto).

Considerando che le ultime notizie bibliografiche relative alla presenza della Martora nel Parco risalgono agli anni 1960 – 70, e che dall’istituzione dell’Ente, avvenuta nel 1995, non si hanno segnalazioni scientifiche in merito alla specie, la notizia del ritrovamento è di grande significato nel quadro delle conoscenze relative alla biodiversità dell’area protetta.

La martora è una specie d’interesse comunitario, inserita nell’Allegato V della Direttiva Habitat, ed è distribuita in maniera discontinua e frammentata lungo la catena appenninica.

Ciò è dovuto al venir meno di habitat idonei ma anche alla forte pressione venatoria di cui è stata oggetto fino agli anni ’70. L’elevato valore economico della sua folta pelliccia, infatti, unito alla fama infausta di animale nocivo, ha determinato una grave rarefazione della specie che sembra aver cercato rifugio in aree remote e densamente boscate.

«La presenza della Martora nell’area protetta – ha dichiarato il Commissario Straordinario Arturo Diaconale – costituisce l’ennesima indicazione positiva sullo stato di conservazione degli ecosistemi forestali del Parco e fornisce allo stesso tempo importanti elementi di valutazione per una gestione attenta e rispettosa del suo esteso patrimonio boschivo».

23/12/2009

 

Fonte: Agricoltura Oggi

 

 

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