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L'ultimo volo delle farfalle

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  L´Atlante europeo dell´emergenza climatica lancia l´allarme: molte specie stanno disertando il Vecchio Continente e rischiano l´estinzione.

Un segnale di pericolo anche per l´uomo.

E per il suo futuro  

 

Dopo  la scomparsa delle lucciole e la morìa delle api, sono ora le farfalle ad allontanarsi dalla nostra vista e disertare il nostro immaginario.Ancora una volta il cambiamento climatico viene chiamato in causa.

E per ognuno di questi animali si può dire che il vuoto che lasciano è molto più grande delle loro piccole ali. A farfalle e api che si occupano dell´impollinazione è affidata infatti la sopravvivenza delle piante.

Gli uccelli che di lepidotteri si nutrono hanno già iniziato a rarefarsi nelle campagne, modificando le loro rotte migratorie sulla scia del riscaldamento del pianeta.

L´addio delle farfalle - anche se avviene in un modo che più silenzioso e discreto non si potrebbe - è l´ennesimo segnale del fatto che l´ambiente in cui abitiamo sta diventando a poco a poco sempre più inospitale.

Insetti e piccoli volatili se ne sono accorti per primi, e con i loro corpi minuscoli e fragili hanno colto in anticipo i segnali di fumo che arrivano ormai da 360 gradi anche a noi uomini.

E al nostro futuro.

Gli esperti di cinque Paesi che hanno appena compilato l´Atlante europeo delle farfalle e del rischio climatico danno la colpa al termometro che sale alterando il ciclo riproduttivo degli insetti.

Ma sono ormai diversi anni che gli entomologi puntano il dito anche contro i pesticidi usati in agricoltura, il rimodellamento di foreste e corsi d´acqua secondo le esigenze dell´uomo e persino contro l´inquinamento luminoso che fa perdere direzione al volo solo apparentemente erratico delle farfalle.

Se questi insetti decidono di volare via proprio ora, dopo aver coperto con un piccolo paio di ali gli habitat più disparati della terra per cento milioni di anni, forse il campanello d´allarme dovrebbe essere ascoltato con più attenzione.

«Il nostro Atlante - scrive Josef Settele, che dall´Helmholtz Centre for environmental research tedesco ha coordinato lo studio sul futuro delle farfalle in Europa - fa vedere quale sarà la risposta di questi insetti al cambiamento climatico.

Molte specie dovranno cambiare la loro distribuzione in modo radicale, se vorranno tenere il passo con i mutamenti dell´ambiente.

E dal comportamento delle farfalle potremo intuire anche quali saranno le reazioni degli altri insetti, che da soli coprono circa due terzi delle specie terrestri».

Specie per specie, i compilatori dell´atlante hanno disegnato le mappe della distribuzione delle farfalle in un´Europa sempre più calda.

Alla ricerca di temperature miti, le specie di pianura si stanno già spostando verso le montagne e quelle di montagna cercano di migrare più a nord.

Di questo passo, fra un decennio bisognerà camminare in un prato scandinavo o scozzese per ammirare quello che Herman Hesse chiamava "un simbolo dell´anima", che "vive soltanto per amare e concepire e per questo si è avvolta in un abito meraviglioso".

Nelle due proiezioni al 2050 e al 2080, l´Atlante mostra che gli habitat più adatti alle farfalle si concentreranno nel nord Europa.

«Ma non è detto che spostarsi verso l´alta quota o cambiare latitudine basti a risolvere i problemi.

Quel giusto compromesso di pascolo, radura e foresta che consente a una farfalla di sopravvivere non è infatti facile da ritrovare», spiega Valerio Sbordoni, zoologo esperto di farfalle dell´università romana di Tor Vergata.

«Anche gli interventi dell´uomo per ricreare gli habitat distrutti, spesso non hanno successo. Sull´Appennino, per esempio, è in corso una riforestazione che rischia di essere troppo fitta per le esigenze delle farfalle.

Purtroppo, per queste specie, è difficile pensare a un intervento umano che sia risolutivo».

L´Atlante disegna per il futuro delle farfalle due scenari.

Il primo in cui le emissioni di gas serra da parte dell´uomo saranno tagliate con successo e di qui al 2080 la temperatura media in Europa sarà cresciuta solo di 2,4 gradi.

Il secondo, invece, in cui il riscaldamento climatico continuerà a marciare a tutto vapore, facendo salire il termometro del continente di 4,1 gradi.

Nel primo caso le farfalle perderanno il 50 per cento delle radure in cui attualmente concentrano i loro voli.

Nel secondo caso, la riserva indiana in cui saranno confinate sarà pari al 5 per cento del territorio in cui vivono oggi.«Ero sulle Alpi liguri qualche tempo fa - racconta Sbordoni - e mi sono trovato davanti a un esemplare di Cleopatra, una farfalla mediterranea che mai mi sarei aspettato di vedere a quasi 1.800 metri di altezza».

Secondo l´Atlante il 60 per cento delle specie di farfalle presenti nel nostro continente hanno già fatto slittare il loro habitat verso nord. E per 71 di loro è scattato l´allarme rosso che indica che l´estinzione è vicina.

 In Gran Bretagna, dove periodicamente vengono organizzate delle giornate di avvistamento e i volontari - soprattutto bambini - devono contarne il numero più alto possibile, le statistiche del "National moths count" parlano della perdita di un terzo degli esemplari dal 1969 a oggi.

Nel nord Europa si sfruttano addirittura i telefoni cellulari per fotografare le specie avvistate e inviare le immagini, con le coordinate del luogo, all´esperto incaricato del censimento.

In ogni caso già oggi la primavera per i lepidotteri (come per molte altre specie animali e vegetali) sembra arrivare con due o tre settimane di anticipo rispetto a dieci anni fa.

A gennaio di quest´anno la versione dell´Atlante dedicata agli uccelli (che si nutrono anche di farfalle) aveva parlato di un analogo slittamento verso nord della maggior parte delle specie.

Ma se gli animali volanti non hanno difficoltà a spostarsi per cercare la temperatura a loro più consona, altrettanto non si può dire del loro habitat ancorato al terreno, fatto di foreste, pascoli e fiori.

E se il nord Europa è destinato a essere eletto a domicilio di molte specie di farfalle che oggi sono di casa in Italia, non è detto che il nostro paese venga scelto dagli esemplari del sud, conferma Sbordoni:«la barriera del Mediterraneo ostacola infatti l´arrivo di nuove specie nella penisola».

Che rischia di ritrovarsi ancora più grigia, senza il battito d´ali delle farfalle.   

 

Fonte:  la Repubblica  

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