A chi si affaccia per la prima volta a "ilmionido.com" , spieghiamo brevemente che questo è un sito indirizzato ai bambini e a coloro che amano la natura, gli animali domestici e tutti quei risvolti e tradizioni che, col passare degli anni, vanno perdendosi. In particolare su ilmionido si può osservare, attraverso webcam in presa diretta, la vita quotidiana di piccoli animali domestici come conigli, pulcinianatre ed altro. Vedere mamma Papera che cova le uova e poi da queste, nascere i pulcini che accudira` con molta cura o mamma Coniglia che partorisce i coniglietti e poi li allatta. Tutto in diretta! Abbiamo sviluppato e continuiamo a farlo, altre sezioni di didattica e giochi, dove si puo`apprendere qualsiasi cosa sulla natura e sul mondo animale, o si puo` semplicemente passare un po` di tempo nella sezione giochi o nella sezione video.
NEGLI AGRIASILO ANIMALI E PIANTE SONO I COMPAGNI DI GIOCO
Lunedì 26 Settembre 2011 18:37 | Author: nidoadmin |
NEGLI AGRIASILO ANIMALI E PIANTE SONO I COMPAGNI DI GIOCO
Far crescere i bambini all’aria aperta a contatto con la natura, in un ambiente familiare e naturale. Con questa filosofia sono nati gli agriasilo, ossia gli asili all’interno di vere e proprie aziende agricole, dove i piccoli imparano a conoscere l’ambiente, gli animali da cortile, i prodotti dell’orto, nonché i ritmi delle stagioni e dei lavori agricoli. Un luogo ideale per i bambini, nonché un forte aiuto per le famiglie che vivono o lavorano in aree rurali e montane, tante volte carenti di servizi per l’infanzia. L’asilo in campagna è un’ottima occasione anche per chi vive in città e desidera far muovere i primi passi di suo figlio nella natura.
Nell’agriasilo infatti gli animali e le piante diventano gli amici di gioco e il bambino impara a rispettare l’ambiente, oltre che a mangiare sano e genuino. Immerso nella natura, in un’area tranquilla e sicura, il bambino può essere lasciato più libero, e così, svilupperà meglio il senso dell’avventura e la sua fantasia.
In Italia, dopo il primo progetto di successo realizzato a Torino, si sono sviluppate tante altre iniziative di ‘agrinido’, soprattutto al Nord, con Piemonte, Veneto, Friuli e Trentino in prima linea. Non è da meno la Toscana con il suo primo agriasilo realizzato a Castelnuovo Garafagnana, su iniziativa dell’azienda agricola Lo Spaventapasseri, con il sostegno dell’Associazione Donne in Campo e della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori. “Il progetto offrirà un servizio dedicato ai bambini da 1 a 3 anni, con locali interni arredati e dedicati esclusivamente all’accoglienza dei piccoli”, ha detto il presidente della Cia Toscana, Giordano Pascucci, sottolineando che “il progetto degli agri-nido è voluto da molte imprenditrici agricole della Toscana, perché da un lato si tratta di un’attività che risponde ad esigenze reali delle famiglie che vivono in zone rurali, in particolare in quelle montane; e dall’altro perché può costituire un’importante integrazione di reddito per le loro aziende”.Queste strutture sono inoltre un ottimo servizio di conciliazione tempo-lavoro per molte donne, nonché un modo per incrementare l’occupazione. In questo caso, le offerte di lavoro a Firenzee nei dintorni.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 26 Settembre 2011 19:26)
pet therapy e alzheimer
Lunedì 26 Settembre 2011 19:17 | Author: nidoadmin |
Chiedere subito aiuto, scegliere il medico giusto, magari utilizzare la pet-therapy: l'esperienza della fotografa in poche "pillole di saggezza"
"I Still Do. Loving and Living with Alzheimer’s" è una mostra fotografica itinerante (e anche un libro fotografico) di Judith Fox, ex imprenditrice divenuta fotografa. Una mostra di testimonianza e di speranza. Dopo il terzo anniversario di matrimonio con il chirurgo Edmund Ackell, ad Ed venne diagnosticato l’Alzheimer. Era il 1998. Le fotografie (nell'immagine accanto) sono la storia della convivenza con l’uomo amato e con il morbo di Alzheimer. Qui riportiamo alcuni consigli di Judith per coloro che assistono malati di Alzheimer. La scorsa primavera la mostra di Judith è stata ospitata a Roma al Chiostro del Bramante.
Chiedete aiuto. Molte delle persone che assistono un familiare, me inclusa, pensano di potere (e di dovere) dare al coniuge o al genitore tutto l'aiuto di cui ha bisogno. Tendiamo a chiedere aiuto, quando lo facciamo, solo molto tempo dopo che questo è diventato una necessità. A quel punto, in genere abbiamo esaurito la pazienza e le energie. Diventa una situazione in cui tutti hanno solo da perdere.
Rivolgetevi a un buon gruppo di sostegno. Le uniche persone che possono veramente comprendere quello che state provando sono quelle che si trovano nella vostra stessa situazione. Esistono molti gruppi di sostegno, ma la dinamica e la chimica sono diverse: trovatene uno adatto a voi. Anche se non amate particolarmente i gruppi, provate semplicemente a lasciare che sia il gruppo a offrirvi il proprio sostegno.
Non permettete all'Alzheimer di isolarvi. L'Alzheimer finirà per limitare il mondo della persona malata: non lasciate che limiti anche il vostro. Trovate qualcos'altro di cui occuparvi e a cui dedicarvi quando se ne presenta l'opportunità.
Rivolgetevi al medico giusto. Non tutto il personale sanitario è dotato della capacità di comunicare o degli strumenti adeguati per affrontare l'Alzheimer. Assicuratevi di trovare qualcuno con cui riuscite a collaborare.
Scoprite il mondo del paziente. Via via che la malattia avanza, il mondo del paziente e quello della persona che lo assiste assomigliano sempre più al paese delle meraviglie di Alice. O a un film dei fratelli Marx. Non fate resistenza: scoprite il lato divertente e cercate di interagire con il paziente seguendo la sua logica. Tentare di imporre la vostra logica ai malati di Alzheimer è frustrante sia per loro che per voi.
Teneteli impegnati e pensate sempre che c'è ancora una persona dentro di loro. Perché è così. Parlate con la persona che amate, anche se non è in grado di rispondere in modo comprensibile. Tenete la sua mano, anche se non riesce più ad afferrare la vostra.
Adottate un animale. La pet therapy funziona. Inoltre, a un cane o un gatto non importa se qualcuno ripete la stessa storia dieci volte di fila.
Lasciatevi trasportare dalla corrente. Se vivete con qualcuno che ha l'Alzheimer, è un buon consiglio da ricordare sempre e da mettere in pratica.
Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Giugno 2010 22:18)
E quando invece si perdono?
Venerdì 19 Febbraio 2010 18:32 |
E quando invece si perdono?
Abbiamo già dedicato alcuni articoli, relativi ai comportamenti da adottare, quando troviamo un animale abbandonato.
Ora, invece affronteremo in poche righe, il problema opposto e cioè, quando i nostri amici a quattro zampe si perdono.
Come muoversi?
Una premessa: il più delle volte tornano da soli, ci mettono un po’ di tempo ma, se non sono stati presi o investiti, tornano dal loro padrone, anche a costo di camminare per km e km, sfidando ogni avversità.
In ogni caso la prima cosa da fare è senz’altro avvertire l’anagrafe.
Un buon proprietario si è preoccupato sicuramente, di premunire il suo animale di un microchip, depositato poi all’anagrafe di competenza.
Ogni chip ha un numero di identificazione, (leggibilecon uno speciale dispositivo a scansione), il quale fornisce il nome e l’indirizzo del proprietario, insieme ad altre informazioni, anche mediche, relative all’animale.
Poi ci si attiva per fare il cosiddetto volantinaggio: affiggere e/o lasciare dappertutto, un volantino con la foto del nostro “amico”insieme a tuttii suoi dati.
Il cane possiede un ottimo senso dell’orientamento, con particolare riguardo però, alla sua zona, cioè quella che percorre insieme al suo padrone ogni giorno e che quindi conosce molto bene, altrimenti anche lui può incontrare delle serie difficoltà per ritrovare la strada di casa.
Il gatto è più libero, è vero, e sta per più giorni fuori, però se non incontra impedimenti, torna sempre dal suo padrone.
Einstein, un baby stallone nato venerdì scorso in New Hampshire, è alto solo 42 centimetri per 2,7 chili e entrerà nel guinnes dei primati. Il precedente detentore del record pesava infatti 4 chilo, ma soffriva anche di nanismo. Einstein invece è perfettamente in salute: "E' solo piccolo", garantisce la padrona, la dottoressa Rachel Wagner